La marea dei fluidi dei pensieri sbatte contro il faro spento dei sensi, organo cardiaco arrotolato al margine di strategie di sopravvivenza, filo elettrico fulminato dalla pioggia salata di ombre proiettate su un muro scrostato. Gli argini della coscienza trattengono eterni ritorni, essenze stesse delle acque inquiete senza porto nè isole. Heroes go down With their hearts in their hands Building their castles on the sand. Non c'è futuro.
Dormo insieme al grigiore di questa eterna stagione. Il cielo esplode in albe di seta e in notti di fango, si alterna la danza delle nuvole bianche come spose verso gli onirici altari di piogge equatoriali. Il vento è forte, ha ali di falco veloce che sbattono con la rapidità di inesorabili uragani. L'Angelo del Giudizio cava dai petti una moltitudine di cuori avvelenati, ancora grondanti sangue e tossine, ancora pulsanti umani e inconcepibili affanni. Li immerge con violenza nelle acque di un fiume senza sorgente e resta a guardarli mentre le onde lavano via il rossore e i grumi di veleno. L'acqua si addensa, nerastra e viscida come una biscia in agonia. L'aurora ne mostra inerme i gorghi profondi, i pesci si contorcono tra le correnti ed emergono immobili e senza vita, viscidi scudi d'argento che brillano al sole invernale. La luce della santa inquisizione della logica cerebrale non penetra la profonda liquidità emozionale di abissi inesplorati.