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mercoledì 11 settembre 2013

Tre (2010 - 2013)

Quando si dice, a volte, che dalle Parti s'impara il Tutto.
Per te, ho universalizzato il concetto di morte,
ho aspettato che il dolore scendesse dal cielo come 
la costante, debole, innocua, abituale pioggia irlandese.
Nei miei viaggi di ritorno, ho trovato il modo
per raccontartelo, imparando dai ragni che tessono tele
pallide, stagnanti  ma intricate, che contrastano col pulviscolo mattutino.
Ho aspettato che la voragine mi risputasse dall'inferno,
ho remato contro concetti precostituiti,
ho cercato di capire fin dove potevo ricordarmi di te,
chè i ricordi erano pochi e diventavano vaghi, 
cazzo, diventano ombre.
Ma non mi arresto, ti sto ancora cercando e forse ti trovo.
E se non ti trovo, ricomincio, che alle ombre non ti ci lascio.
Alle ombre non ti ci lascio.

martedì 11 settembre 2012

Undici_Nove_Duemiladieci

" E' andata così, è andata. Non fa niente, non ti preoccupare. E' andata così ".

Questo numero doppio a due linee verticali torna sempre a settembre. Due trattini paralleli come una porta chiusa, dei binari di una stazione senza fermate, un'urna per le ossa.
No, torna anche a ottobre, novembre, dicembre, ogni mese dell'anno lo porta con sè. Solo che a settembre fa più male.
Una piccola data che prima mi ricordava le Torri Gemelle, adesso cose ben più grandi, tragedie private che non si possono neanche immaginare.
Undici e undici, ventidue. La numerologia non sbaglia.
Ventidue. Io, ventiquattro e mezzo. Sono già più grande di te, cazzo. 
Undici anche come due bacchette allineate: suona pure. Ma il ritmo non va più con quello del cuore, perchè non batte più.

La macchina è spenta, un infermiere con gli occhiali ha detto che era meglio così.
Senza un cuore che batte come si può continuare a suonare?


domenica 15 aprile 2012

Lettera a G.

Se ti scrivo solo adesso, 
un motivo ci sarà
non è mica san Lorenzo
non ci sono stelle matte
su 'sta piccola città
non ci sono desideri da non dire 
come tempo fa
il destino ha la sua puntualità.
Hai lottato come un uomo, 
con la brutta compagnia
che non eri mica stanco
che nessuno mai è pronto quando c'è da andare via
hai pregato bestemmiando per la rabbia per tutta l'agonia
per le scelte che stava facendo Dio.

Non ci sono più i petardi
e nemmeno il diario Vitt
le bambine occhiate in chiesa, 
sono tutte quante spose,
sono tutte via da qui
non si affaccia più tua madre alla finestra a urlare "tòt a cà"
non c'è neanche più la tua curiosità
dove sono le ragazze che sceglievano fra noi
e dov'è la nave-scuola,
che hai confuso con l'amore
e forse lo era più che mai
non c'è più la pallavolo e i tuoi attrezzi non c'è più l'hi-fi
non ci sono più tutti quanti i tuoi guai.

Quando hai solo diciott'anni, quante cose che non sai
quando hai solo diciott'anni, forse invece sai già tutto
non dovresti crescer mai.
Se ti scrivo solo adesso, è che sono io così
è che arrivo spesso tardi
quando sono già ricordi che hanno preso casa qui
Non è vero ciò che ho detto: qua c'è tutto a dire che ci sei
fa' buon viaggio e poi, poi riposa se puoi.