giovedì 13 settembre 2012

CRACK


Quando una cosa simpatica è lo spunto per qualcosa di triste, è molto frustrante.
Mi è capitato sotto mano un librone alto e sottile, una sorta di diario che la Chicco produceva negli anni ottanta, dove le neomamme scrivevano un mucchio di dolcinerie sul loro pargolo appena venuto al mondo.
Ovviamente, mia madre all'epoca lo aveva comprato ed ovviamente, vi aveva riversato laghi di inchiostro annotando ogni mia mossa (del tipo: il primo bagnetto, la prima pappa, le prime parole) manco fossi stata una delle dieci baby-latitanti più pericolose d'Italia.
Insomma, fino a qui tutto molto carino, finchè non ho trovato una nota scritta da mia madre con un leggero inchiostro blu:
" 2 novembre 1988. Involontariamente il babbo, nel farmi giocare con Giuseppe, mi fa sbattere la testa contro quella del cuginetto. "
 
Inutile dire che ho sentito un crack sordo nel petto e il cuore sbriciolarsi ancora.
E ancora
ancora
ancora
ancora.

martedì 11 settembre 2012

Undici_Nove_Duemiladieci PART II - Manfredi di Sicilia

Seconda parte. Soffro un po' di sindrome bipolare quindi...mi viene da scrivere una seconda parte.
Anzi, mi viene da vomitare dell'altro però...boh. E' un malessere che non riesce a prendere corpo. Un mal di stomaco indefinito che si blocca in gola, vorrebbe uscire ma resta là accartocciato in un nodo di ferro.

BIONDO ERA E BELLO E DI GENTILE ASPETTO.
Lo diceva Dante, su Manfredi di Sicilia, morto giovane in battaglia...mi va di ricordare solo questo, adesso.
MORTO
GIOVANE
IN
BATTAGLIA.
Chi aveva lasciato? Una moglie, dei figli? Sì. Cinque figli venuti al mondo come conigli (no, non è Generale di De Gregori anche se lo sembra...del resto la guerra è sempre uguale in ogni epoca) e una moglie che poi morì in carcere in seguito alla sconfitta del marito.
Certo che è sempre strano trovare al sud persone dagli occhi chiari e capelli biondi, è bello vedere come siano il frutto di complessi miscugli generazionali che portano al Medioevo...agli Svevi, ai Normanni.
Un giorno però, quasi 750 anni dopo, Manfredi si ammalò di un male incurabile.
La storia si ripete, è così. Oggi sento questo strano misticismo fitto di numerologia e storia gravare in modo prepotente. C'è qualcosa che vibra nell'aria che non riesco a recepire.
Forse sono solo stanca.
Stanca della Regina Ingiustizia che ha rapito Manfredi di Campania due anni fa.

Undici_Nove_Duemiladieci

" E' andata così, è andata. Non fa niente, non ti preoccupare. E' andata così ".

Questo numero doppio a due linee verticali torna sempre a settembre. Due trattini paralleli come una porta chiusa, dei binari di una stazione senza fermate, un'urna per le ossa.
No, torna anche a ottobre, novembre, dicembre, ogni mese dell'anno lo porta con sè. Solo che a settembre fa più male.
Una piccola data che prima mi ricordava le Torri Gemelle, adesso cose ben più grandi, tragedie private che non si possono neanche immaginare.
Undici e undici, ventidue. La numerologia non sbaglia.
Ventidue. Io, ventiquattro e mezzo. Sono già più grande di te, cazzo. 
Undici anche come due bacchette allineate: suona pure. Ma il ritmo non va più con quello del cuore, perchè non batte più.

La macchina è spenta, un infermiere con gli occhiali ha detto che era meglio così.
Senza un cuore che batte come si può continuare a suonare?


mercoledì 22 agosto 2012

Finchè apparve un cane fantasma che distrusse l'epica

Sento la tua silenziosa presenza accanto a me, come un'ombra a tre dimensioni momentaneamente indipendente dalla luce e dal buio. Mi piace girarmi e vederti là, immobile mentre osservi la sera estiva e respiri l'aria viola.
Il cielo non è ancora blu notte, ma azzurro scuro, come se il sole si fosse giusto nascosto dietro la grande tenda vellutata della volta celeste e dovesse sbucare a tratti, come un attore teatrale che ringrazia il pubblico alla fine degli applausi.
Cerco le stelle ma è troppo presto, non sono neanche le nove.
Ma tu, tu, come fai a vivere? Cioè, come senti il tempo e le stagioni? Mi guardi con gli occhi grandi e luminosi, da sotto le ciglia lunghe e non rispondi. Ti alzi, fai qualche passo sporgendoti dalla ringhiera del giardino e torni a sederti accanto a me.
Diavolo, perchè non rispondi? Ah, vuoi forse suggerirmi che non conta farsi domande, che la vita non è un quiz a puntate, perchè ogni spina buttata là da QUALCUNO per cercare di affossare la mia autostima è come uno di quei cosetti pungenti che ti si impigliano nei vestiti quando ti siedi in un prato.
Sì, ma che palle.
Sospiri piano e alzi la testa in cerca di ciò che forse mi sfugge. So che vuoi insegnarmi qualcosa che però non riesco ad apprendere. Quando fai quella faccia seria, significa che è roba complessa, sicuro.
Quando un cane, un mezzo labrador, appare come un fantasma al di là del muretto. Si materializza dal nulla ed in un attimo irrompi verso la ringhiera come un toro, abbaiando al mondo il tuo disappunto per l'intruso e per tutti i cani-fantasma che disturbano i tuoi momenti di meditazione.
Il cane respinto, si allontana zompettando e per tutta risposta si gira e piscia su un esiguo arbusto del praticello esterno.
Vabbè va...al cesso tutto il nostro eroismo e l'epica iniziale, peraltro accompagnata da Yet another movie.
Ma stasera tutta la filosofia si riduce ad una pisciata.  
Che comunque fa riflettere, anche se è come passare da Baudelaire a Bukowski.