Quando si dice, a volte, che dalle Parti s'impara il Tutto.
Per te, ho universalizzato il concetto di morte,
ho aspettato che il dolore scendesse dal cielo come
la costante, debole, innocua, abituale pioggia irlandese.
Nei miei viaggi di ritorno, ho trovato il modo
per raccontartelo, imparando dai ragni che tessono tele
pallide, stagnanti ma intricate, che contrastano col pulviscolo mattutino.
Ho aspettato che la voragine mi risputasse dall'inferno,
ho remato contro concetti precostituiti,
ho cercato di capire fin dove potevo ricordarmi di te,
chè i ricordi erano pochi e diventavano vaghi,
cazzo, diventano ombre.
Ma non mi arresto, ti sto ancora cercando e forse ti trovo.
E se non ti trovo, ricomincio, che alle ombre non ti ci lascio.
Alle ombre non ti ci lascio.
mercoledì 11 settembre 2013
domenica 25 agosto 2013
Hard sun
Voci assordanti dalla strada.
Bambini in bicicletta, sciame colorato di festività chiassosa ed ingenua.
Mamme roboanti, grasse e vocianti, in ciabatte e braccia molli di carne bruna.
E' quel palazzone decadente, scrostato,
scheletro che ricovera famiglie disagiate di peruviani ed italiani
di un Sud Italia che li ha rigettati
come loro rigettano i propri figli sulla strada,
che fa da alveare ad una qualche molle indolenza
a me sconosciuta.
Volano parolacce, grida, risate, richiami.
Odio tutto questo.
Involucro segreto di carne, grasso,
umori viscerali, voci umane simili a latrati,
passaggio maledetto di esseri grondanti sudore,
pulsioni, battiti, grettezze e bassezze, convinzioni ataviche.
Odio tutto questo.
E' ciò che mi fa capire quanto loro siano partecipi della vita,
come animali, come formiche
che provvedono ai loro bisogni primari,
come le vacche e le giumente,
dal grosso ventre rosa riposano all'ombra.
Voglio la polvere, che sia sabbia, che sia rossa, che sia sale:
i fuochi di notte, il "qui" e l' "adesso".
E invece m'inclino, desisto, rimando
in vapori e sbuffi di inconsistenti considerazioni:
sono un puledro legato al palo della necessità,
imbrigliato dal tempo ad una casa-caserma,
ferrato a doveri e maledizioni, verticali discese
di false cause accidentali, mai naturali.
venerdì 23 agosto 2013
Karma al neon
E tra le altre cose, imparerai che la legge del Karma fa male.
Sempre.
E che quello che accade, non dovrebbe accadere... o forse, segue solo la frigida logica della casualità, sterile madre di tutte le ipocrisie, latente, inafferabile condizione di ogni vacuità, vanità, neon verdeazzurro luce d'acquario, neon giallo luce della metropolitana, neon bianco d'ospedale.
Il Karma è una luce al neon priva della pacata attitudine alla staticità degli oggetti.
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martedì 20 agosto 2013
La Madonna torna al Santuario
Vento leggero, ma timido. Un'unica valle, poche colline, troppi ricordi.
Vociare partenopeo monocorde tra le vie conosciute.
Cani randagi dai grandi occhi vuoti, finestre aperte e porte socchiuse.
Frullano le immagini come ali di rondine, vecchi e bambini, bambini e bambini, vedove alle porte nere d'abitudine.
E poi cos'è successo?
L'ingranaggio
s'inceppa, qualcosa va storto, la notte s'appiattisce sulle colline e
la Madonna il quindici agosto, ritorna al Santuario.
Qualsiasi cosa succeda, il quindici agosto la Madonna torna sempre al Santuario.
Sulle
tracce dei ricordi seguo piste incontrollate, indizi fasulli, passi
alle spalle. Parole che cercano parole ma che scelgono silenzi quieti.
Qui, ora, mi salvo solo se divento animale.
Coda
di bestia e orecchie da lupo: l'istinto mi protegge dal male, mi copre,
mi culla ed io sparisco nel nulla. Mentre la Madonna nella sua veste
rossa, torna al Santuario.
Madonna inconsapevole, innocente, luna artificiale, tacito simulacro radioattivo, insolente manichino senza risposte.
Nella notte lunga di un non ritorno, di un ritmo incessante che ricorda ai vivi di non essere morti.
Forse.
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