martedì 15 ottobre 2013

In down

Detesto la tua voce di plastica che finge di preoccuparsi per me, ora che non ce n'è più bisogno. Detesto frasi come "queito vivere", che mi succhia i tendini e corrode il cervello.
Pulizie, apparecchiare la tavola, fare la spesa, il Tg, "Perchè non vai a studiare?", le zanzariere, le cazzo di inferriate che sono croci alle finestre.
Rifletto sul termine "abbrutimento", le cripte infestate da bianchi cadaveri delle mie ombre, corpi putrefatti in sudari trasparenti gonfi di vermi, piccole vite che in morte risorgono, quel Qualcosa che mi scuote puntualmente di tremori la notte, che mi dilania i nervi, che sta vincendo.
Rifletto sul concetto di self-made man, è una bella immagine, peccato che non riesco ad applicarla, è dorata ed indorata, estranea, lontana, americana, non è per me.


lunedì 14 ottobre 2013

Come quando

Come quando nei film d'azione, c'è bisogno di estrarre una freccia o una pallottola conficcata a fondo nella carne del personaggio di turno.
Tieni, mastica questo.
Che?
Metti in bocca questa cinghia di pelle e stringila fra i denti.
Ma io volevo roba come del brandy o del cognac. Mi è sempre piaciuta la scena dello stordimento da acquavite. Sì, mi voglio stordire.

Questa cava di casa immerge punte di lancia a non finire. L'aria è solida come un feltro, l'aria è bianca come una camicia di forza, l'Eden è un rogo rosso di fiamme e anche Dio perde le speranze.
Ma tu sei il tuo Dio. Continua a creare mondi distesi sotto deserti e ghiacciai perenni, la preistoria delle intenzioni, l'antichità delle illusioni, i primi imperi dei desideri, il medioevo dell'età adulta, il rinascimento di... di che?
Sono un cronista della mia epoca. Spingetemi avanti con visione lineare, docile contatto tra realtà e memoria. Qui non c'è più posto. 

sabato 12 ottobre 2013

Sub - Stantia



Liquidità opache, filamenti di alghe e densità da capire.
Densa sostanza, sub-stantia, sta sotto, ma che c'è sotto?
Immobilità cerebrali come un letto di sabbia, come la melma di un fiume.
Sopra, passano piano le barche, nuotano pesci che si ritrovano alla foce col profumo salato.
Sotto, c'è la sostanza che non so cosa conserva, ma se ci metto il piede non mi muovo più.
L'acqua modella, si gira in anelli si spuma,
spirali trasparenti e percepibili
la sostanza sta sotto, nascosta
avvinghia in stagioni e sonni perpetui
non mi sveglio più
non mi sveglio più.
 

sabato 14 settembre 2013

Convinzioni

Odore di caffè nella casa. Aria fresca, che già mi gela le mani.
Ma la tazzina di caffè calda, riesce ad intiepidirle e mi accontento.
Il gregge richiama e bela risate, tra le canzoni di una tv assopita.
La sua festa, a cui non sono mai invitata, mi irrita e vorrei essere un lupo nero che sbrana ogni cosa, tra brandelli di carne sanguinolenti e pezzi di cervello sparsi qua e là.
Convinzione che io sia la pecora nera. Convinzione che le mie azioni non siano servite a nulla, se non a riempire di mangime la stalla.
Ho rafforzato, là dove avrei dovuto demolire.
Ho protetto, ciò che avrei dovuto sbranare, a causa delle mie intime convinzioni del cazzo.
Ed ora, è troppo tardi.
Il gregge verrà mangiato da qualcun altro, ma nessuno sospetta, nessuno sa niente.
Anzi, va bene così e le pecore belano saluti di gioia dalle loro teste lanose.
Sono il vostro lupo, ma non vi dilanierò: lo farà qualcun altro per me.
Mentre io resterò a guardare.